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RiCreAzioni Culturali

CONcitTADINI

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CONcitTADINI

Tutto è iniziato appena 2 mesi fa, ne avevamo parlato qui.

Da quell’appello è Nato il Comitato CONcitTadini che ha firmato la convezione con il Quartiere per prendersi cura dell’Orto Giardino al Parco Kolletzek di via delle Borre.

Bisogna dire che il parto è stato molto veloce…si vede che la voglia di condividere la cultura del cibo in uno spazio pubblico è molto forte. Le adesioni sono state da più parti e seguiremo gli sviluppi.

Nel frattempo segnate la data :

SABATO 5 APRILE 2014

ORE 9

Ort’Attack :  IL PRIMO COLPO DI ZAPPA AL PARCO KOLLETZEK

Per chi fosse curioso di capire il processo eccon un articolo scritto da Angela Iacopetta per il giornalino di Quartiere. Angela è una dei sottoscrittori del Comitato, libero e aperto all’adesione di tutti.

info e contatti : zoeteatri@gmail.com 3311228889

 

Un orto collettivo nel giardino Kolletzek

Con la collaborazione dell’associazione Zoè – Lame in Transizione, il Quartiere Navile affiderà ad un gruppo di cittadini di Pescarola la gestione di una area a verde pubblico di circa 140 mq per la realizzazione di un orto collettivo dedicato a piante antiche, locali e non, nel giardino Kolletzek, tra via Borre, Zanardi e Bertalia. Il progetto sperimentale ed unico in città consiste nel rispondere da una parte ad esigenze di interesse pubblico e dall’altra a convinzioni diciamo più personali ma che hanno sempre a che fare con la condivisione di un bene comune e tematiche legate all’ambiente. Se per GianPaolo, fare un orto significa insegnare a propri figli che le verdure non crescono nei banchi del supermercato, per Massimo, che già coltiva un orto tutto suo, vuole dire socializzare e condividere interessi. Per Isabelle e Mario, che viaggiano spesso e stanno per periodi prolungati all’estero, l’orto è semplicemente impossibile se non a gestione collettiva. Per Stefano, creare un orto aperto a tutte e a tutti è dare alla comunità uno strumento per riacquisire capacità, svilupparle e replicarle in modo da renderla meno vulnerabile e “più resiliente”. Voglia di orto ? recitava il volantino, hanno risposto una decina di persone, alcuni si conoscevano già, altre no. E l’inizio di una nuova avventura …

Come convinzioni personali possono sposare esigenze di interesse pubblico ? E lì tutta la sfida. Per capirci meglio, ci tocca fare qualche passo indietro nel tempo.

Il 29 giugno 2012 fu finalmente aperto al pubblico il giardino Kolletzek ideato dall’architetto Michele Marchesini del Comune di Bologna. Di fronte all’antico frutteto lasciato incurato per decenni, decise di conservare la vocazione rurale dell’area con la sua canaletta di irrigazione derivata dalla Ghisiliera, concentrare lo spazio giochi per la piccola infanzia all’ingresso principale per lasciare al frutteto la sua antica impronta, intervenire con una piantumazione ed arredi minimali. Il giardino vanta un primato con i primi lampioni di Bologna alimentati a luce solare e un tocco di lusso, calma e voluttà con i prendisoli color latte che sembrano sculture.

Ben presto, il Quartiere si accorge della fragilità del giardino, il frutteto antico perse l’unica vite sopravissuta, l’albicocco ed altri alberi da frutta si seccarono, per il caldo o per i modi impropri di raccolta. Da lì, l’interesse di accrescere la sua tutela e anche la conoscenza delle piante preesistenti. Forse il maestoso gelso e il bellissimo mirabolano potrebbero figurare nella pubblicazione “I Patriarchi da frutto dell’Emilia Romagna” e negli itinerari per scoprire i capostipiti della frutticoltura dell’Emilia Romagna? A queste prime necessità si aggiunse la volontà di mantenere il più possibile la biodiversità rurale che si viene a creare spontaneamente, ad esempio limitando lo sfalcio in alcune zone individuate dal gruppo di gestione in modo da permettere la riproduzione delle piante selvatiche.

L’orto collettivo come presidio, il Quartiere come ponte tra i cittadini e l’immenso know-how e le opportunità in campo ambientale che il territorio emiliano possiede, dalla Fondazione Villa Ghigi ad Arpa passando dai centri di ricerca ed start-up universitarie.

 

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Autore: Mavigianni

Artista presso Zoè Teatri Formatrice presso S.N.I.T. Scuola Nazionale Improvvisazione Teatrale - ImproTeatro

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