Zoè Teatri

RiCreAzioni Culturali

L’anno che verrà

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Mi ricollego a questo post pubblicato da Stefano su lame in Transizione, per pubblicare a mia volta un post a chiusura di quest’anno che è stato pieno di progetti e di idee condivise.

Se penso per un attimo alle cose che l’associazione,a nome proprio o grazie ad alcuni dei soci attivi, ha fatto in questi ultimi10 giorni, dico che i nostri minuscoli compiti  stanno a poco a poco seminando bene e razzolando meglio…

L’11 dicembre abbiamo facilitato il world cafè al Sal8 di Syusy Blady, sul tema del recupero dei colli bolognesi. Ne ho parlato sul sito di Transition italia in questo post 

il 18 dicembre abbiamo avuto il matinèe di autofinanziamento per Ort’attack .

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Autofinanziamento perchè le risorse economiche (gli aiuti “umanitari”) non ci sono più  ma anche perchè se non siamo noi a metterci in gioco il mondo non cambierà.(un grazie speciale agli allievi della nostra scuola di teatro all’impronta che hanno animato il matinèe).

Per l’anno che verrà dovremo affidarci soprattutto a questi meccanismi se vogliamo uscire dallo stallo, ma questo concetto lo spiega Tom, molto bene in questa mail che mi ha mandato dopo il  penultimo incontro della nostra Università del Saperfare, quello dedicato ai canederli.


20 dicembre 2011 UNIVERSITA’ DEL SAPERFARE

Questa sera non si tratta solo di imparare a fare i canederli, ma è una serata speciale di socializzazione che si basa sul dono, sullo scambio di conoscenza gratuita tra persone.

Lo scambio di saperi rinasce come pratica moderna nell’Università del Saperfare ricalcando un progetto nato a Totnes in Inghilterra nel 2006 come Transition Town.Le città in transizione si propongono l’obiettivo di transitarci dal secolo scorso in cui energia e risorse sembravano infinite verso un secolo nel quale si dovrà fare i conti con una decrescita più o meno felice.Risulterà necessaria una maggiore consapevolezza sul picco del petrolio e sulla situazione economica mondiale che sta sempre più premendo alle nostre porte.

Oggi è come se tutti fossimo adepti di una religione che ha per dio il denaro.Per credere nella nuova chiesa del debito occorre la fede nello spread, nei future e nel default finale.Così come nel medioevo quando era inevitabile essere tutti credenti, e per accettare parole come arcangelicherubini era necessaria la fede cristiana, oggi ci troviamo insabbiati in questa fede nel capitalismo che ci obbliga tutti perché come l’energia, anche stipendi e risparmi sono agganciati al mercato e alla borsa.Borsa che non è più legata all’economia reale in quanto per ogni euro con controvalore in oro ne esistono almeno altri otto fittizi.Io non so se dovremmo pagare o no il debito accumulato dai nostri governanti negli ultimi anni trascorsi da quando… non c’è più la distinzione tra politica e potere.So che in tedesco la parola per debito è shulden che significa anche colpa.

Mi sento un po’ in colpa anch’io ?

Credo che molto presto dovremo abbandonare la fede nel denaro e rivolgerci al dono come soddisfazione di bisogni e felicità, migliorando perciò i rapporti sociali.Ecco lo scopo principale della serata: siete benvenuti nella mia umile dimora in questa serata dedicata al dono.

grazie tom

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Autore: Mavigianni

Artista presso Zoè Teatri Formatrice presso S.N.I.T. Scuola Nazionale Improvvisazione Teatrale - ImproTeatro

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